04/08/2017
Il vino dall'antichità a oggi
Il vino è davvero parte di una cultura millenaria: qualcosa di simile esisteva già nel Paleolitico
Quella del vino è senza alcun dubbio una cultura millenaria: basti pensare che anche in alcune caverne sono stati ritrovati contenitori risalenti al Paleolitico al cui interno vi era dell’uva fermentata.
Facendo un deciso balzo in avanti verso i nostri tempi, la vite, che sembra provenire dall’India in origine, si sarebbe diffusa nel terzo millennio avanti Cristo dapprima in Asia e poi in tutto il bacino del Mediterraneo: dalla coltura della vite si passa così in modo naturale alla vinificazione attraverso fermentazione, tanto che questa pratica era già nota nell’allora Mesopotamia.
Risalgono al 2500 a.C. circa diversi geroglifici che attestano della presenza del vino anche presso gli Egizi: d’altra parte, le anfore contenenti vino che facevano parte del corredo funebre del celebre faraone Tutankamon non solo attestano che il vino era presente e amato da questo popolo, ma anche della sua importanza presso la civiltà egizia.
 
Non erano d’altra parte meno affezionate al vino altre popolazioni antiche quali Ebrei, Arabi e Greci, grazie ai quali il vino dall’Egitto sbarca in Europa. Anzi, nella Grecia antica il vino era tanto amato da divenire il simbolo del dio della convivialità, Dioniso, cui era collegato un preciso culto.
È però attraverso la Sicilia che il vino fa il suo vero e proprio ingresso in tutta Europa, conquistando dapprima le popolazioni locali di Sabini ed Etruschi, quindi i Romani che – dopo la conquista della Grecia – imparano la pratica della vinificazione. Anche qui la produzione di vino diventa così importante da meritarsi un dio dedicato: Bacco, trasposizione romana del greco Dioniso.
 
Con il Medioevo la produzione di vino vive una notevole botta d’arresto: il declino dell’Impero Romano da una parte, accompagnato dal diffondersi del Cristianesimo (che vedeva un pericolo negli effetti inebrianti del vino) e dell’Islamismo (che ne vietò la produzione e il consumo) dall’altra fecero sì che la vinificazione avvenisse solo in piccole quantità e spesso in segreto, da parte di monarchi e di comunità ebraiche, che così producevano i vini da usare in particolare nel corso dei riti religiosi.
Con il Rinascimento abbiamo non solo un revival della produzione di vino, ma anche finalmente quelle ricerche e l’applicazione di quelle tecniche che portano alla vinificazione così come la conosciamo oggi. Il vino torna dunque protagonista e l’Ottocento vede il definitivo consolidarsi di questo prodotto nella cultura dell’occidente: lo studio dei vitigni e delle tecniche di fermentazione, di imbottigliamento e di conservazione porta alla produzione di vini sempre più buoni e di qualità.
 
Un processo di cui vediamo oggi i – meravigliosi – effetti.